
Nome: romina
Uno nessuno centomila contraddizioni...
Tre anni della mia vita in Africa!
Inizio del viaggio 21 luglio 2005
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Eccoci al consueto Concorso della Biblioteca siamo ormai alla Terza Edizione e ben 250 alunni hanno partecipato all-iniziativa. Come sempre siamo grati ai professori e agli insegnanti delle elementari che sono venuti a dare una mano sia per la stesura delle prove sia per la correzione. Questo sabato avremo la remis de prix, la premiazione degli alunni piu bravi, verra premiato anche l-istituto con i migliori alunni. I premi quest-anno saranno libri e quaderni, i dizionari sono i piu ambiti perche raggiungono cifre esorbitanti e non alla portata delle tasche dei giovani di Parcelles. Per la ricerca di sponsor non si e- avuto un gran riscontro, come sempre tutti ben disposti a partecipare ai festeggiamenti ma nessuno o quasi per fare delle donazioni....l-esito positivo e- lo spirito di collaborazione nei nuovi collaboratori del centro e dei professori che stanno vedendo il centro sociale come un punto di appoggio per l-istruzione dei ragazzi e per loro stessi. Un premio che e- stato pensato all-istituto riguarda anche gli insegnanti un corso di informatica per loro speriamo che la collaborazione continui. La collaborazione continua, gia in questi giorni si sono avviate giornate dedite all-educazione, expose nell-ambito della filosofia.
Il sapore delle cose...
Leggendo il diario di Silvano Agosti che riporto qui sotto, rifletto su quanto quest'esperienza mi stia arricchendo, su quanto stare qui mi stia facendo amare i sapori, gli odori che mi circondano. Sto riapprezzando cio che ho lasciato e cio che sto scoprendo, quanto la natura sia meravigliosamente intensa e vissuta dentro. Quante volte mi sorprendo a guardare il piccolo giardino che ho in casa, un piccolo fiore che nasce dopo tanta aridità, basta un po di attenzione tutti i giorni, un po d'acqua e da un piccolo baobab nasce una meraviglia. Gli odori qui dominano incontrastati, nel mercato dove pesce, carne, frutta e verdura si mescolano all'odore intenso delle persone che come formiche passano negli stretti banchetti ammassati l'uno all'altro.
I sapori cosi diversi, il sapore che ho dentro al cuore rallentato dalla frenesia della vita... qui assaporo la vita con i rapporti umani. Siamo cosi diversi e cosi umanamente uguali, si cerca amore e attenzione, si cerca di emergere, si cerca di sopravvivere si cerca di amare e farsi amare si cerca di vivere in questo mondo cosi diverso e cosi uguale. Assaggio la vita a piccoli morsi per gustarmi l'emozione che nasce da essa...
"Ero indeciso tra mele o pere, dall’aspetto colorato e attraente, poi mi sono chinato sul bancone del supermercato e ho fiutato la frutta.
Nessun aroma. Mele e pere avevano lo stesso profumo di nulla, avvolte in una perfezione esterna, inebetite dall’assenza di un qualsiasi sapore.
Allora sono tornati alla mente migliaia di alberi, appiattiti, crocifissi a lunghe striscie di fil di ferro, visti nella zona di Reggio Emilia.
“Ma perché li avete ridotti così, gli alberi, appiattiti e coi rami legati?”
Ho chiesto al contadino.
“In questo modo la macchina fa più svelto a raccogliere.”
Ora capisco, la totale assenza di sapori forse dipende da uno stato di innaturale costrizione.
Vien dato di pensare che anche gli esseri umani forse subiscono una analoga sorte.
La cultura sarebbe l’aroma, il sapore della personalità e tutti o quasi oggi lamentano un’assenza molto evidente di vera creatività. Le narrazioni, sia letterarie che cinematografiche si sono rifugiate nel “ritmo”, ovvero si è convinti che se le immagini o le parole scorrono veloci, l’opera riuscirà ad ammaliare i fruitori.
Non so quanti altri si chinino a fiutare mele e pere sui banconi dei supermercati, ma probabilmente il ritmo della loro vita è talmente rapido e incalzante che forse non si accorgono, neppure mangiandola, che quella frutta non vale più niente.
Insomma, per dar corso al mio dilemma mele o pere, stavo decidendo di prendere le noci (impossibile crocificcere un albero potente e gigantesco come il noce) quando improvvisamente una diecina di campanelli d’allarme hanno incominciato a suonare nel supermercato.
Il frastuono era così intenso da lasciar immaginare una gravissima emergenza, tipo bomba o crollo.
Come gli altri clienti mi sono subito avvicinato alle casse, in prossimità dell’uscita.
Lì abbiamo tutti avuto risposta su cosa realmente stava accadendo.
Una donna forse settantenne era in piedi col capo chino, di fronte a un ispettore che toglieva dal doppio fondo del suo carrello
alcuni prodotti alimentari.
Accanto a lei il marito, un uomo esile, anche lui con lo sguardo fisso sul pavimento.
Insomma, i due pensionati si erano organizzati per arrivare alla fine del mese. I prodotti trafugati erano quelli al minor prezzo.
C’era dunque il rigore dell’onestà nell’umiliazione del furto.
“Non lo dite per carità a nostra figlia…”
Mormorava il vecchio.
Abbiamo realizzato una rapida colletta, pagando il misero scontrino (17 euro e 20) evitando ulteriori sofferenze alla coppia di pensionati.
L’ispettore, uscita la coppia, ha precisato solenne.
“Noi siamo coscienti del fenomeno, abbastanza diffuso. Li chiamiamo Furti per necessità” Silvano Agosti
"Da quando a diciassette anni ho eletto come mia dimora “il mondo”, mettendo il mio sacco a pelo in ogni angolo dell’Europa, del medio oriente e dell’Africa del nord, non riesco a chiudere la porta di casa, che apro non appena, svegliandomi, apro gli occhi e chiudendola poco prima di addormentarmi.
In questo modo la mia casa non è altro che l’estensione del mondo e il mondo altro non è che l’estensione della mia dimora.
Insomma, il bagno, la cucina e la camera da letto sono in casa e, fuori, attraverso la porta schiusa, ho come soggiorno “il mondo”.
Da quando ho deciso di amare tutti ho analogamente lasciato socchiusa anche la porta del mio cuore e in questo modo non ho solo “qualche amico” ma un numero incalcolabile di amici, non ho solo un amore o “qualche amore”, ma un naturale territorio amoroso che, come l’orizzonte si espande man mano che lo si percorre.
Spero che ben presto anche queste poche migliaia di lugubri personaggi, che giocano coi destini del mondo, interessati solo al denaro e al potere, scoprano che amare il prossimo costa molto meno che odiarlo e che da lugubri individui si può tornare alla condizione umana operando incessantemente per il bene comune.
Ma a tutt’oggi nessun medico spiegherà al paziente che la bontà non è una virtù ma un vasodilatatore, che consente al sangue di irrorare meglio l’organismo e quindi di non ammalarsi, nessun professore spiegherà mai a un giovane che solo la conoscenza del mondo produce vero interesse per l’arte, il pensiero e la creatività, impedendo alla mente di collassare in un’ebete qualunquismo culturale tipico dell’esperienza scolastica. Nessuna maestra capirà che a leggere e scrivere si impara come gli uccelli imparano a volare e cioè al momento opportuno e non tutti nella costrizione comune al compiersi del sesto anno di età.
E nessun sacerdote informerà i suoi fedeli sul fatto che solo la libertà e soprattutto la libertà da qualsiasi dogma conduce al sacro."
preso dal diario di Silvano Agosti
"Da quando a diciassette anni ho eletto come mia dimora “il mondo”, mettendo il mio sacco a pelo in ogni angolo dell’Europa, del medio oriente e dell’Africa del nord, non riesco a chiudere la porta di casa, che apro non appena, svegliandomi, apro gli occhi e chiudendola poco prima di addormentarmi.
In questo modo la mia casa non è altro che l’estensione del mondo e il mondo altro non è che l’estensione della mia dimora.
Insomma, il bagno, la cucina e la camera da letto sono in casa e, fuori, attraverso la porta schiusa, ho come soggiorno “il mondo”.
Da quando ho deciso di amare tutti ho analogamente lasciato socchiusa anche la porta del mio cuore e in questo modo non ho solo “qualche amico” ma un numero incalcolabile di amici, non ho solo un amore o “qualche amore”, ma un naturale territorio amoroso che, come l’orizzonte si espande man mano che lo si percorre.
Spero che ben presto anche queste poche migliaia di lugubri personaggi, che giocano coi destini del mondo, interessati solo al denaro e al potere, scoprano che amare il prossimo costa molto meno che odiarlo e che da lugubri individui si può tornare alla condizione umana operando incessantemente per il bene comune.
Ma a tutt’oggi nessun medico spiegherà al paziente che la bontà non è una virtù ma un vasodilatatore, che consente al sangue di irrorare meglio l’organismo e quindi di non ammalarsi, nessun professore spiegherà mai a un giovane che solo la conoscenza del mondo produce vero interesse per l’arte, il pensiero e la creatività, impedendo alla mente di collassare in un’ebete qualunquismo culturale tipico dell’esperienza scolastica. Nessuna maestra capirà che a leggere e scrivere si impara come gli uccelli imparano a volare e cioè al momento opportuno e non tutti nella costrizione comune al compiersi del sesto anno di età.
E nessun sacerdote informerà i suoi fedeli sul fatto che solo la libertà e soprattutto la libertà da qualsiasi dogma conduce al sacro."
preso dal diario di Silvano Agosti
In questi giorni sto pensando al rientro...ora più che mai si sta avvicinando sempre più l'idea della mia vita in Italia. A luglio finisco i miei tre anni in Senegal, questo posto cosi meraviglioso e contradditorio. Quanta gente ho incontrato e quante volte mi sono sorpresa delle cose che mi sono successe, spero di riuscire a raccogliere tutte queste avventure e scriverne un libro. Quanto è bello viaggiare e incontrare questi mondi che mai avrei pensato di vedere. Quante società, quante strutture sociali con regole e abitudini completamente diverse dalle mie. La cosa che ho imparato da questo popolo: la pazienza e la voglia di vivere. Qui dove le feste sono all'ordine del giorno, dove apparentemente non si va avanti, ma si vive di rapporti, relazioni, dove tutto è di tutti e nessuno si fa i fatti propri hheheh, ma qui vivono, qui dentro il loro mondo con le mille contraddizioni che questo vuol dire. Vivono di valori che spesso mi hanno mandato in crisi, perchè cosi diversi dai miei. Ecco lo scambio, il vedere, il provare, lo sperimentare, il farsi coinvolgere dai loro vissuti, il vivere con loro nelle loro condizioni, niente potrà essere cosi arricchente se non viverlo sulla propria pelle. Viverci dentro.
ciao ragazzi scusate è un po che non scrivo... ma eccomi qui pronta ad aggiornarvi. I progetti proseguono, domenica abbiamo partecipato ad una riunione del gruppo di donne, o meglio dei gruppi di donne. Diverse GIE (associazioni riconosciute) si sono ritrovate per cercare di sensibilizzare le appartenenti alla formazione e all'istituzione di un fondo cassa comune. Le donne sono gli unici gruppi che concretizzano e creano, ma sopratutto resistono nel tempo. Uno dei grandi problemi qui in senegal sono la costanza e la capacita di gestire un progetto, la programmazione e il suo investimento nel tempo. Il livello di studi per una ragazza è basso, immaginatevi per una donna... La maggior parte parlano wolof, pochissime mamam conoscono il francese, ma sono le più sveglie e ben organizzate. A Parcelles Assainies esistono un totale di 9 gruppi di donne, durante la riunione è stata avanzata una proposta: verrà creato un fondo comune dove ogni gruppo quotizza 50000 fcfa destinati alla formazione. Solamente con una buona formazione si ha accesso ad un microcredito, per gestire un progetto non bastano buoni propositi ma una capacita gestionale e costanza.
"L'uomo spesso diventa ciò che crede di essere.
Se continuo a dirmi di non saper fare una certa cosa,
è possibile che finisca veramente col diventare incapace di farla.
Al contrario, se credo di poterla fare, acquisterò sicuramente
la capacità di farla, anche se all'inizio non l'avevo."
Mahatma Gandhi
Non cercarmi dove non sarò mai,
né sulle rive della vanità
né entro i limiti del tempo
trovami accanto ai confini
del cielo con la terra,
dove tu ed io rimaniamo
immobili a lungo,
nella terra di nessuno
con la fronte posata sull’orizzonte
ad ascoltare il tintinnio dei draghi
e dove i cani ciechi si incontrano
disegnando con le loro ombre
il tuo caro volto.
Silvano Agosti
"Come un gregge mite
i miei pensieri,
Si aggirano nello spazio
dei sogni, ebbri di luce
li conto, quasi cantando,
e li conosco uno per uno.
Senza pudore si accasciano
l’uno contro l’altro
offrendosi tepore e gioia.
Ora sei tu a guidarli
Verso l’oblio
E prometti di salvarne
Almeno uno
Quello che serve al tempo
Per scavare nell’oggi il domani.
Così, senza rimpianti
in accordo perfetto
col senso della vita
infine ti offrirò
la mia assenza,
eterna come
il desiderio che ci unisce."
Silvano Agosti
La vita scorre ad un ritmo stranissimo in questi giorni. Sono super carica non so sara l'energia, sarà che sto progettando il futuro sarà.... Oggi per arrivare al cyber ho fatto un percorso diverso. Camminare sulla sabbia è stancante, non te ne rendi conto fino a quando non ci cammini tutti i giorni. Oggi sono passata in una via che sembrava come tutte le altre e invece... dietro alle case diroccate e ai cavalli parcheggiati ai bordi della via, ho scorto un angolo di paradiso. Ti immagini di vedere il solito scorcio e invece li c'erano delle piante verdi. Si delle piante vere e proprie, senza recinzioni per gli animali, delle palmette verdissime. Probabilmente la donna di casa ama il verde come me. C'era una cura nei particolari della sua terrazza, dovete sapere che qui in senegal le case non sono colorate, l' unica colorazione che hanno è il cemento e i tetti non esistono. Ci sono terrazze a vista, senza ringhiera e la parte superiore delle case non è mai finita, c è sempre la speranza di costruire un piano in più.... Per quanto riguarda il lavoro le cose al centro sociale vanno a rilento, strano hehheeh si stanno facendo riunioni con il comitato di gestioni il consiglio pastorale e gli ex collaboratori per vedere di trovare una soluzione. Ci sono nuovi rinforzi al centro: in biblioteca è stato trovato un bibliotecario e un assistente. In segreteria Therese se la cava benissimo ed è ricca di idee. Gregoire si occupa della manutenzione. Ho chiesto un po ai ragazzi come va, Gregoire mi sembra che non sia soddisfatto del nuovo coordinatore, ma lo conosciamo bene si lamenta un po con tutti. Therese è la piu lanciata e sembra collabori bene con il bibliotecario. Noi dello Svi abbiamo deciso di aprire il nostro ufficio al di fuori del centro sociale, per rendere piu responsabili i ragazzi, Olivier è stato il primo ad avanzare la proposta e sembra che la cosa funzioni. Questo ci permette di collaborare con altre entità che piano piano si fanno avanti come i giovani e le donne. Noi faremo sempre da ponte con il coordinatore del centro sociale per rianimare le attività al centro stesso. Ora scappo a mangiare qualcosa ciaoooooo
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